|
CARATTERI GENERALI
DEI RITI E DELLE FESTE
Scandite dal ciclo di un’antica economia agro-pastorale, si celebrano
in Sardegna sagre e feste popolari di straordinario interesse storico e
antropologico. Queste feste, per quanto influenzate, in tempi recenti,
dalle innovazioni indotte dal turismo con la spettacolarizzazione degli
aspetti tradizionali, tuttavia conservano ancora le peculiarità del
passato. Residuano elementi delle culture preistoriche locali, del
patrimonio classico e bizantino e soprattutto della religiosità
spagnola, coreografica e spettacolare. Migliaia di persone affollano
strade e piazze in cui si rinnovano manifestazioni di folklore e
religiosità che da sempre uniscono sacro e
profano.
A
lato giovane donna in costume tradizionale sulla *tracca*
adornata con
fiori alla sfilata di Sant Efisio a Cagliari.
*
La "tracca"
è un carro trainato da buoi, addobbato a festa dove siedono in
costume sardo tradizionale del Comune.
  
Sacro e profano
Se gli odori del rito religioso
sono quelli dei fiori e della cera, i profumi della festa profana sono
quelli del pane e dei dolci casarecci, quelli degli arrosti di anguille,
di muggini e porchetto cotti sul fuoco di legna o di carbone. Del resto,
nei giorni della festa, abbondano i luoghi di ristoro, dove è
possibile trovare di tutto, dal pesce alla carne e dalla bibita alla vernaccia...in
un mix di coinvolgenti sapori vaganti.
A
destra arrosto di muggini durante
una festa popolare
In
sottofondo la musica sarda "Passu a Tresi"
concessa e suonata da Ireneo Massidda
  
Pagina
realizzata per la
diffusione
della storia e della cultura
del Popolo Sardo
|