Il carnevale di Mamoiada ha inizio
il 17 gennaio, giorno di S.Antonio Abate, con la sfilata dei
Mamuthones e
degli Issocadores, maschere arcaiche di cui s’ ignorano ancora le origini,
ma che con chiarezza rappresentano l’allegoria ironica dell’inversione
uomo-bestia. I Mamuthones indossano abiti di velluto e una pelle di una
pecora nera (mastruca). Sul dorso è legato un pesante grappolo di
campanacci da bue, mentre una collana di campanelle è appesa al collo. La
testa è coperta dal berretto (berritta) tenuto da un fazzoletto marrone
annodato sotto il mento. Sul viso è applicata una maschera di legno nera
(sa bisera) che è divenuta l’elemento emblematico della manifestazione.
Con i Mamuthones, i reali protagonisti dell’evento, sfilano gli
Issocadores , che aprono e chiudono il corteo. Indossano un giubbetto rosso,
dei calzoni bianchi o scuri, uno scialletto sui fianchi, una berritta sul
capo tenuta da un fazzoletto variopinto stretto sul viso, una bandoliera con
sonagli di bronzo e ottone. In mano stringono una fune di giunco (sa soca).
I Mamuthones procedono generalmente in gruppi di dodici, muovendosi in
coppia in modo ritmico , quasi ipnotico, con salti e colpi di spalla, curvi
sotto il peso dei campanacci che risuonano cupamente. Gli Issocadores,
normalmente non più di otto, procedono invece agilmente e all’improvviso
lanciano sa soca, catturando con grande abilità giovani donne, amici e
spettatori. I catturati (non le donne) hanno l’obbligo di offrire da bere
al gruppo mascherato.
La sfilata, divenuta ormai di grande richiamo
turistico, si ripete diverse volte durante il Carnevale.