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DOLMEN E MENHIR

Uno scenario megalitico connaturato con quello ambientale è costituito dai filari di pietre fitte dette Menhir, convergenti verso un insieme sacrale e funerario di tombe a cupola nella Domus de Janas di Pranu Mutteddu vicino a Goni. Migliaia e migliaia di anni portano sulle proprie spalle i Menhir di Goni, anello di congiunzione tra le civiltà megalitiche del nord Europa e quelle del Mediterraneo... Dunque anche in Sardegna, sotto la vigile attenzione degli ingegneri del lontano passato, venivano conficcate nel terreno delle sentinelle litiche ad indicare la strada che portava dal mistero della morte al ritorno in vita.

La tomba di Pranu Matteddu è unica nel suo genere, è scavata in un enorme monolito trasportato da un'altra zona. Osservando queste costruzioni è logico dedurre  che già in epoca prenuragica, intorno al 2400 a.c.,  esistevano in Sardegna civiltà evolute e dotate di  organizzazione lavorativa di gruppo con le tecniche costruttive.  

I complessi megalitici infatti potevano essere creati  solo grazie alla partecipazione di tutto il villaggio e senza dubbio sotto la direttiva di un capo. Le pratiche religiose naturaliste, portarono a sviluppare anche la produzione artistica in ceramica e pietra, sulla prima incidendo snelle superfici lustrate, modellando figure maschili e/o femminili sulla circonferenza; mentre con la pietra, realizzavano immagini della Dea Madre affine agli idoli delle regioni egee; le stesse immagini sono allusiva espressione contadina, ciò testimonia che vi era un'attività di scambio con altri popoli, oltre che specifici ruoli nelle tribù nelle società agricole del periodo.

Appare notevole l’evoluzione culturale nell’età del rame nel periodo tra il 2400 e 1800 a.c., caratterizzata da aspetti differenti di cultura materiale, forse indicativi di comunità di stirpe diversa, tutte però distinte dall’uso che fanno del metallo quali rame, piombo, argento e l'oro appena conosciuto nella fase storica precedente.

Conseguentemente alla progressiva evoluzione, prende sviluppo il megalitico con la costruzione di templi atti alle sepolture collettive, strutture circolari limitate da Menhir costruiti o naturali, sono state interpretate come osservatorio astronomico, calendario delle fasi mensili solari e lunari rivelatrici del variare delle stagioni e connessi cicli agricoli: se ne conoscono in tutta la Sardegna, ma ricordiamo le più importanti nel territorio di Olmedo, Oliena, Làconi, Sant'Antioco ect.

Cominciano a costruire le fortificazioni, segnando una svolta nel senso che militare, per ragioni di difesa e controllo dei territori, ciò presuppone ulteriormente che nei villaggi c'era chi aveva un'influenza dominante, dunque l’esistenza di leader, capi politici e militari appartenenti a un ceto dominante di guerrieri, necessari per la coesione delle comunità fattesi aggressive. Ciò presuppone già una forma di entrate fiscali collettive, così hanno inizio forme di accumulo di beni e specializzazioni di ruoli sopratutto nell'artigianato che si esprime soprattutto nel settore della metallurgia.

Menhirs di pietra di grandi dimensioni, sono stati ritrovati in tutta la Sardegna ma sopratutto nelle zone centrali e del Sulcis, raffigurano i nostri antenati eroi e illustrano il  cambiamento storico e culturale progressivo e rappresentativo, ma non esente dall'influenza di altre culture e/o gruppi etnici del Mediterraneo e dell'Europa...

La Sardegna è un Paradiso Naturale e di Storia, rispettalo per lasciarlo invariato nel tempo.

Pagina realizzata per la diffusione della Storia e della cultura del Popolo Sardo.