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LA
FEBBRE Q
La
Coxiella Burnetii, venne scoperta nel 1935 da Derrick in
Australia, la denominò "Q" dall'iniziale della parola
indigena australiana "Query" che significa appunto
"incertezza",
ma furono Burnet nel 1937 e Cox nel 1939 a definirla
eziologicamente, mentre Bengston nel 1944 introdusse un metodo
diagnostico, e Mirri introdusse il metodo allergico... La Coxiella
Burnetii è stata osservata sia di forma tondeggiante che lanceolato
bacillare di grandezza di circa 0,2 Micron o micromètro per la forma tonda e di
1.5 per le forme lunghe bacillari, i veicoli di trasmissione
possono essere ovini, caprini, bovini, suini, equini, cani,
animali da cortile tipo oche, insetti. zecche, escrementi e sangue
di animali e insetti infetti anche se secchi, derivati animali,
alimenti infetti e non pastorizzati, per inalazione diretta o
indiretta con polveri spinte dal vento ecc. I più esposti
risultano essere gli addetti alla macellazione e gli assistenti al
parto degli animali... Sono resistentissime basti pensare che
Stazzi e Mirri nel 1956, rilevarono che resistono tre giorni nella
formalina al 3% - nell'acido fenico al 4% per due giorni, nel
latte e latticini resiste a 78° per 32 secondi, mentre a 83°
resiste per due secondi... e che si osservano numerose sopratutto nel citoplasma delle cellule. La
Febbre Q si
manifesta e decorre principalmente
nel periodo invernale e si manifesta con una similare
sindrome influenzale, accompagnata
appunto da picchi di febbre fino a 38°e più, cefalea e
spossatezza, seguita da epatoplenomegalia
e polmonite
interstiziale similare a quelle della
psittacosi e di alcune polmoniti virali, emocolture
costantemente negative, è in grado
di simulare varie patologie, quali la salmonellosi,
epatite,
malaria,
bartonellosi,
sarcoidosi,
brucellosi,
leishmaniosi,
istoplasmosi,
tularemia,
sifilide e linfoma (Report
Equipe Dr. Ramos),
che proprio per le capacità simulatrici della Coxiella Burnetii,
la Febbre Q resta una patologia sottostimata, in virtù della
difficoltà diagnostica, per essere confusa in molti casi con
altre patologie batteriologiche e virali.
Molte
conoscenze mediche sulla Febbre Q sono dovute grazie agli studiosi
ricercatori del passato e del presente, che hanno messo e mettono a disposizione
della scienza la loro passione scientifica, gli studi, le
nuove loro
scoperte e le conoscenze a disposizione di tutti per amore della
scienza e dell'umanità.
A livello Internazionale risultano continui studi
sulla Coxiella Burnetii, anche se i Centri e i laboratori
diagnostici di sicurezza di livello 3 restano limitati a causa
della particolare azione infettiva della Coxiella Burnetii... Tra
i più importanti a livello Internazionale si può contare anche
sul Centro Rickettziosi Europeo con sede a Marsiglia in
Francia. Le prime
indagini sistematiche eseguite in Italia e più precisamente in
Sicilia, risalgono al 1950, dove gli studiosi Meldolesi e Buttista
eseguirono le indagini in campo umano, mentre Mirri e Gallo in
campo veterinario. Quasi contemporaneamente hanno condotto le
stesse indagini conoscitive in Abruzzo e Umbria molteplici altri
studiosi importanti, quali Caporale, Mantovani, Rosati, Baldelli,
Frascarelli, Babudieri, Davoli, Bevere e
altri ancora. Portarono avanti i loro importanti studi e
rilevamenti che vennero pubblicati e messi nel serbatoio della scienza
a disposizione non
solo di coloro che giustamente pensano alla scienza come alla mamma di tutti i
saperi, ma sopratutto, per coloro che soffrono di un male subdolo e
silente, chiamato "maipartito" sono coloro che sono
certi di essere arrivati ancora prima di essere realmente partiti,
che pensano che le cose apprese
nell'ambito universitario e in qualche anno di corsia siano
l'essenza della sapienza... Senza rendersi conto, purtroppo, che sono solo le prime
basi generali,
dove porre ancora le fondamenta, fatte di studi, approfondimenti,
continui aggiornamenti e di esperienze, al fine di potervi successivamente costruire
la vera struttura detta "IL SAPERE"... Il sapere non
ha confini e tanto meno ha limiti... gli unici limiti stanno nel
tempo, basti pensare, per avere un'idea della grandezza dei
confini del sapere, che tra un secolo un bambino delle Elementari,
avrà nozioni scientifiche conoscitive tali da far invidia a
qualche addetto che scientificamente oggi si ritiene arrivato...
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P R E M E S S A -
Quanto
scriverò non vuole essere ne intendersi un abuso di alcun genere,
allo stesso tempo non voglio che sia terreno fertile per scoprire
la reale verità (che omai non voglio più) e ancora meno, vuole essere un atto d'accusa verso chicchessia, ma esclusivamente
un racconto o una leggenda conoscitiva, che possa sì far
riflettere sulle relatività diagnostiche susseguitesi e sulle mie
reazioni frutto della mia esperienza vissuta, ma tenendo anche
conto delle difficoltà oggettive del caso clinico e della mia
critica disperazione portante a rinnegare una diagnosi che avrebbe
cambiato il mio destino, spingendomi verso
il fantastico mondo dei microrganismi nel tentativo di dare una
risposta concreta alle allegre fantasie diagnostiche... Forse la
mia passione per la scienza che mi porto dentro fin da piccolo, che
mi portava anche solo a sfiorare qualsiasi campo scientifico... Ho sempre
considerato la scienza un grande serbatoio
di saperi, colmo di secoli di scoperte che vengono
tramandate di generazione in generazione arricchite dai continui
studi, che i grandi cervelli amanti della scienza vi depongono,
affinché l'essere umano ne tragga tutti i benefici possibili... Un
grande serbatoio dove chiunque è libero di affacciarsi per
saziarsi di saperi, che possano in quel momento essere utili per
apprendere, per
superare l'esame universitario, per migliorarsi, per semplice
curiosità o per dare una risposta ad un'incognita di grande
importanza... Ed è nel tentativo di dare una risposta ad
un'incognita che mi sono tuffato nel serbatoio della scienza in
alcune sezioni mediche, dove ho vissuto la
mia appassionata ma deludente e triste leggenda... nel rilevare,
che tutti gli elementi sintomatologici susseguitosi nel decorso
clinico di mia moglie, accompagnati da altalenanti e inconsistenti
diagnosi, mi portarono a pensare, che probabilmente abbiamo avuto
a che fare con le varie simulazioni patologiche di cui è capace la Coxiella
Burnetii, ch'è un batterio alquanto strano, forse l'unico, che
seppur appartenente al gruppo delle Rickettsie che sono intermedi
tra i batteri e gli ultra-virus non ha una collocazione logica,
infatti è un batterio (così lo chiamerò per semplificare) che si
comporta come un virus, che nell'ospite predilige vivere all'interno delle cellule come per i virus, cioè un
batterio intracellulare, e dunque impossibile, come per i virus, da trovare in qualsiasi
emocoltura... Io lo definirei un grande trasformista del mondo
infinitamente piccolo... chi conosce bene questo batterio, conosce
la sua aggressività infettante, basta un solo batterio per
infettare un essere umano... ma anche le sue astuzie simulatrici e arriva alla
quarta simulazione a
ipotizzare o capire che ha a che fare con la Coxiella Burnetii, ch'è causa
della cosiddetta Febbre Q... che non è una malattia tropicale, come un
Direttore di laboratorio mi disse durante le mie ricerche...!!! ma
una malattia presente e riscontrata in tutte le parti del mondo...
Ma vediamo se è veramente lei o una controfigura similare la protagonista
trasformista nel contesto della trama del mio racconto realtà.
Continua
...
Report Dr. Ramos ...
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