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CIVILTA' FENICIA 

La Sardegna tardo-nuragica riceve un forte impulso allo sviluppo civile ed economico dalla cultura dei Fenici. Questi abili naviganti orientali approdano nell’isola a partire dal IX sec. a. C., attirati delle sue risorse, in particolare i minerali di rame, argento e piombo, che ottengono in cambio di prodotti esotici, e dalla sua felice posizione lungo le rotte commerciali del Mediterraneo. La presenza fenicia, pacificamente inserita nel mondo nuragico, va nel tempo consolidandosi; ad una fase di installazione di empori lungo la costa sud-occidentale dell’isola, probabilmente il più antico a Sulki (Sant’Antioco) nella prima metà dell’VIII secolo, segue la fondazione, nell’arco dello stesso secolo, di fiorenti città costiere: la stessa Sulki (Sant'Antioco), Karali (Cagliari), Nora (Pula), Bithia (Domusdemaria), Cuccureddus (Villasimius), Tharros (Cabras), Othoca (Santa Giusta). I centri interni sulcitani di Monte Sirai (Carbonia) e Pani Loriga (Santadi) vegono fondati rispettivamente nell’VIII e nel VII secolo a.c. I Fenici, pur insediandosi in zone già abitate e valorizzate economicamente dai Paleosardi, modificano l’antico sistema cantonale nuragico, introducendo un nuovo assetto territoriale fondato sul modello di urbanizzazione orientale. Ad essi si deve anche l’introduzione della scrittura e di altre importanti innovazioni, quali il tornio e il ferro.

La Sardegna è un Paradiso Naturale e di Storia, rispettalo per lasciarlo invariato nel tempo.

Pagina realizzata per la diffusione della Storia e della cultura del Popolo Sardo.