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REPUBBLICA
ITALIANA
I
SIMBOLI DELLA REPUBBLICA

Il tricolore italiano quale bandiera nazionale nasce a Reggio Emilia il 7
gennaio 1797, quando il Parlamento della Repubblica Cispadana, su proposta del deputato Giuseppe Compagnoni, decreta "che si renda universale
la Bandiera Cispadana di Tre Colori Verde, Bianco, e Rosso".

INNO
D'ITALIA -
Dobbiamo alla città di Genova Il Canto degli
Italiani, meglio conosciuto come Inno di Mameli.
Scritto nell'autunno del 1847 dall'allora ventenne
studente e patriota Goffredo Mameli, musicato poco
dopo a Torino da un altro genovese, Michele Novaro.

Lo Stendardo
Presidenziale - Costituisce, nel nostro ordinamento militare e cerimoniale, il
segno distintivo della presenza del Capo dello Stato e segue perciò il Presidente della Repubblica in tutti i suoi spostamenti.
Viene innalzato sulle automobili, sulle navi e sugli aeroplani che hanno a bordo il Presidente; all'esterno delle Prefetture, quando il Capo dello Stato visita una città; all'interno delle sale dove egli interviene ufficialmente.
Il nuovo stendardo presidenziale, che si ispira alla bandiera della Repubblica Italiana del 1802-1805, vuole legare maggiormente l'insegna del Capo dello Stato al tricolore, sia come preciso richiamo storico del nostro Risorgimento, sia come simbolo dell'unità nazionale. La sua forma quadrata e la bordatura d'azzurro simboleggiano le Forze Armate, di cui il Presidente della Repubblica è Capo.
L'esemplare originale dello stendardo, qui riprodotto, è conservato nell'ufficio del Comandante del Reggimento Corazzieri.

La storia - Dopo la proclamazione della Repubblica, venne provvisoriamente adottata, quale insegna del Capo dello Stato, la bandiera nazionale.
Soltanto nel 1965, su impulso del Ministero della Difesa, fu predisposto un progetto per l'adozione di uno specifico vessillo destinato al Capo dello Stato. Motivi di opportunità sconsigliarono la soluzione più naturale, il tricolore con l'emblema della Repubblica al centro: in quella foggia, infatti, lo stendardo poteva confondersi con l'insegna del Presidente degli Stati Uniti Messicani, che era anche la bandiera nazionale di quel Paese.
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La somiglianza tra la bandiera italiana con l'emblema dello Stato e quella messicana. |
Nel 1965
Fra le varie ipotesi, l'allora Presidente Saragat scelse quella che prevedeva il drappo d'azzurro, caricato dell'emblema della
Repubblica in oro. Entrambi i colori appartengono alla più autentica tradizione militare italiana, simboleggiando, rispettivamente, il comando e il valore. |
Nel 1990
- Questo modello sarebbe durato sino al 1990, quando il
Presidente Cossiga adottò un nuovo stendardo, costituito dalla bandiera nazionale bordata d'azzurro, introducendo anche un regolamento d'uso che ne moltiplicava l'utilizzazione e l'esposizione nelle cerimonie e negli edifici. |
Nel 1992
- Il modello 1990 durò solo due anni. All'inizio del suo mandato, Infatti, il
Presidente Scalfaro volle ripristinare lo stendardo del 1965, riducendo, però, le dimensioni dell'emblema della Repubblica. Questa foggia sarebbe rimasta in uso fino al 4 novembre 2000. |


L'emblema
- Il 5 maggio 1948 l'Italia repubblicana ha il suo emblema, al termine di un percorso creativo durato ventiquattro mesi, due pubblici concorsi e un totale di 800 bozzetti, presentati da circa 500 cittadini, fra
La
lettura dell'emblema -
L'emblema
della Repubblica Italiana è caratterizzato da tre
elementi: la stella, la ruota dentata, i rami di ulivo
e di quercia.
Il ramo di
ulivo simboleggia la volontà di pace della nazione,
sia nel senso della concordia interna che della
fratellanza internazionale.
Il ramo di
quercia che chiude a destra l'emblema, incarna la
forza e la dignità del popolo italiano. Entrambi,
poi, sono espressione delle specie più tipiche del
nostro patrimonio arboreo.
La ruota
dentata d'acciaio, simbolo dell'attività lavorativa,
traduce il primo articolo della Carta Costituzionale:
"L'Italia è una Repubblica democratica fondata
sul lavoro".
La stella
è uno degli oggetti più antichi del nostro
patrimonio iconografico ed è sempre stata associata
alla personificazione dell'Italia, sul cui capo essa
splende raggiante. Così fu rappresentata
nell'iconografia del Risorgimento e così comparve,
fino al 1890, nel grande stemma del Regno unitario (il
famoso stellone); la stella caratterizzò, poi, la
prima onorificenza repubblicana della ricostruzione,
la Stella della Solidarietà Italiana e ancora oggi
indica l'appartenenza alle Forze Armate del nostro
Paese.

Il Vittoriano
- Il tema centrale di tutto il monumento è rappresentato dalle due iscrizioni sui propilei:
"PATRIAE UNITATI" "CIVIUM LIBERTATI", "All'unità della patria" "Alla libertà dei cittadini"
- Il nome deriva da
Vittorio Emanuele II, il primo re d'Italia.
Alla sua morte, nel 1878, fu deciso di innalzare un
monumento che celebrasse il Padre della Patria e con
lui l'intera stagione risorgimentale.
Il Vittoriano doveva essere uno spazio aperto ai
cittadini.
Il complesso monumentale venne inaugurato da Vittorio
Emanuele III il 4 giugno 1911.
Fu il momento culminante dell'Esposizione
Internazionale che celebrava i cinquanta anni
dell'Italia unita.
Nel
complesso monumentale, sotto la statua della Dea Roma,
è stata tumulata, il 4 novembre del 1921, la salma
del Milite
Ignoto in memoria dei tanti militari caduti in
guerra e di cui non si conosce il nome o il luogo di
sepoltura.
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