|
L'ARDIA - SANTUARIO
SANT'ANTINE - SEDILO (NU)
Presso il santuario
di Santu Antine, nelle suggestive campagne di Sedilo, tra il 5 e il 7
luglio, si svolge la festa di
San
Costantino, celebrazione religiosa che ha
il momento più entusiasmante e spettacolare nell’Ardia. Questa
è una corsa a cavallo
alla quale partecipano solitamente un centinaio di cavalieri e che evoca
la storica battaglia tra l’imperatore cristiano Costantino e il pagano
Massenzio sul ponte Milvio (312 d.C.). La corsa è tra le più selvagge
e spericolate dell’isola e vede i “ cristiani” portatori delle
bandiere crociate, guidati dal santo-imperatore, prevalere
sempre sui pagani.
La chiesa, vittoriosamente difesa dalla cavalleria di Costantino,
costituisce il fulcro della rappresentazione, mentre l’arco di
ingresso al santuario simboleggia l’arco di trionfo edificato in onore
dell’imperatore. Nessun premio è consegnato ai vincitori in quanto
l’Ardia non è una gara, ma un fatto religioso. All’aspetto
devozionale si associano peraltro nei giorni della festa i momenti
conviviali e ludici, mentre l’interesse commerciale è alimentato dal
crearsi di un’imponente fiera spontanea. Filmati: Produzione
Videomemory (Nuoro)
L'Ardia
(film alta qualità 997 Kb) -
L'Ardia
(film bassa qualità 634 Kb)
Santuario:
il santuario è il più famoso dei tanti luoghi di culto dedicati in Sardegna all’imperatore romano Costantino.
Lo spazio sacro è delimitato da un grande recinto di vani destinati ai pellegrini
(lollas e cumbessias). Al suo interno è collocata la chiesa, risalente al 1789 e caratterizzata da una gradevole facciata con coronamento a linea ondulata. L’interno della chiesa, sorprendentemente ricco di ex-voto, permette di cogliere la dimensione della devozione popolare verso il Santo-imperatore.
Nella parte bassa dell’area sacra è presente una struttura circolare (sa muredda) al cui interno è eretto un obelisco sormontato da una croce di ferro. La struttura costituisce il centro di particolari pratiche magico-religiose. I fedeli che ringraziano o chiedono una grazia al Santo ne percorrono il perimetro esterno per sei volte (tre in senso orario e tre in senso antiorario), accendendo subito dopo delle candele che vengono deposte all’interno del vano. San
Costantino: la tradizione agiografica attribuisce a Costantino fatti di tipo prodigioso, ma l’imperatore non ha mai ricevuto alcun riconoscimento canonico di santità da parte della Chiesa. La diffusione del suo culto nelle zone agro-pastorali sarde viene attribuito agli esiti della cristianizzazione condotta dal monachesimo bizantino.
Secondo la leggenda, l’erezione del Santuario di Sedilo si deve ad un agricoltore scanese rapito dai Mori e fatto schiavo a Costantinopoli, come ringraziamento a Costantino intervenuto per la sua liberazione.
Corsa a cavallo:
la manifestazione ha luogo due volte, la sera del 6 e la mattina del 7 luglio ed ha inizio a Sedilo presso la casa del capocorsa, dove si radunano i numerosi cavalieri annunciati dagli spari a salve dei fucilieri. I cavalieri proseguono verso la casa del parroco che, dopo averla benedetta, porge al capocorsa (Costantino), sa prima pandela (la prima bandiera, una bandiera gialla). Del drappello imperiale fanno parte altri due cavalieri che ricevono una bandiera rossa e una bianca, anch’esse benedette, e tre scorte cui vengono date bandiere più piccole. Il corteo equestre lascia il paese e si avvia al passo verso il santuario, fermandosi sulla sommità di un pendio che
fronteggia l’arco d’ingresso.
Un salve di fucile dà inizio alla corsa e la prima pandela coi restanti cavalieri si lanciano al galoppo attraverso lo stretto arco di San Costantino, dirigendosi verso il piazzale del santuario, dove la corsa rallenta. I cavalieri compiono tre giri in senso orario intorno alla chiesa, inchinando le bandiere verso il portone principale. A questo punto la spericolata corsa riprende, tra le grida e gli incitamenti della folla. I cavalieri si dirigono, al galoppo e in discesa, verso sa muredda che percorrono tre volte in una direzione e tre volte nell’altra, riportandosi poi verso la chiesa. Con gli ultimi tre giri della cavalleria di Costantino intorno alla chiesa ha fine la corsa.
Prevalere:
costituisce una regola fondamentale della corsa il divieto per tutti i cavalieri di superare il drappello del santo-imperatore. Ciò in relazione al fatto che l’Ardia non è una gara ma una rievocazione storica di carattere
religioso.
Lollas e Cumbessias:
le lollas sono dei loggiati che fungono da riparo e da luogo di esposizione. Le cumbessias (o muristenes) sono vani chiusi per i pellegrini, che vi dimorano. Queste strutture sono caratteristiche dei santuari campestri sardi. Sono legate alla tradizione delle “feste lunghe”, come i “novenari”, che interessano soprattutto l’area centrale dell’isola. La disposizione planimetrica delle cumbessias richiama sorprendentemente i recinti sacri della cultura nuragica dell’età del ferro.
Pagina realizzata per la diffusione della storia e della cultura del popolo sardo
In
sottofondo la musica sarda "Passu a Tresi" concessa e suonata
da Ireneo Massidda
|