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LA
FEBBRE Q
Parte
quarta
A cura di Marco Spyry
LA
LEGGENDA DELLA TRASFORMISTA COXIELLA BURNETII
Sprizza gioia per l'aver
trovato un documento che riporta di un certo Dr. Ramos che con la sua
Equipe in un Ospedale degli USA aveva
scoperto un paziente ricoverato per un linfoma, risultare invece essere affetto da Febbre Q
è conseguente che la Coxiella Burnetii
simula anche il Linfoma... é
già lodevole il fatto che avesse preso a cuore il nostro
problema, figuriamoci nel vederlo agire attivamente e fattivamente, ma lo vedevo
allo stesso tempo amareggiato per le insufficienti informazioni cliniche
riportate... Da parte mia in quell'attimo non potevo chiedere di
più e sprizzavo gioia da tutti i pori, perchè questa notizia mi dava
ulteriore energia e speranza e così non mi trattenni dal comunicarlo
immediatamente a mia moglie
e naturalmente manifestare la mia gratitudine al Primario che
terrò in anonimato fin quando non lo informerò della
pubblicazione. Al momento opportuno renderò pubblici i
nominativi di coloro che mi hanno aiutato nelle ricerche cliniche,
scientifiche e bibliografiche, che giustamente
meritano non tanto i miei pur sinceri ma poveri ringraziamenti, ma
il giusto riconoscimento scientifico, umano ed etico
professionale. Nel richiedere ulteriori
approfondimenti bibliografici, richiedo anche il rapporto completo
di Dr. Ramos sulla simulazione della Febbre Q con i linfomi,
cominciano ad arrivarmi dalle biblioteche, le bibliografie sulla
Febbre Q che avevo richiesto ai maggiori Istituti Nazionali, che
naturalmente ringrazio per la loro lodevole e fattiva
collaborazione atta all'approfondimento scientifico e al
conseguente accertamento diagnostico... e leggo:
Dr.
Romolo Frascarelli, dell'Istituto di Clinica Medica
dell'Università di Perugia, studioso ricercatore che si occupò
di indagini epidemiologiche della Febbre Q in Umbria... tra le
tante altre cose nel suo rapporto del 1952 scrive: "Ho
trovato generalmente corrispondenza tra sintomatologia clinica e
prova sierologica. Fanno eccezione soltanto due casi (su 51) nei
quali la fissazione del complemento eseguita ripetutamente nei
quattro mesi successivi dall'inizio del quadro morboso, risultò
sempre negativa" e poi
continua "Pertanto se una
deviazione del complemento positiva autorizza ad ammettere
un'infezione antica o recente, non sempre però la negatività
serve ad escluderla. Un simile comportamento non appare affatto
eccezionale. Tutti sanno, per fare un esempio banale, che vi sono
delle tifoidi con Widal sempre negativa" I
riscontri conoscitivi, dimostrano ulteriormente le difficoltà di
accertamento clinico della Febbre Q, che a fronte delle specifiche
sintomatologie certamente da Febbre Q, l'accertamento diagnostico
negativo, non deve indurre a escluderla, spiegando in parte il
susseguirsi delle svariate diagnosi fin'ora poste, ma intimando
anche la necessità di procedere comunque con le cure del caso,
quando vi è una rilevante o totale corrispondenza
sintomatologica... Certamente semplice per chi conosce la Coxiella
Burnetii... ma difficile per chi non la conosce o non la
considera.
"Perciò non mi davo pace e così ancora una volta prima
che cominci i cicli chemioterapici, significo
ulteriormente all'Equipe Medica i miei dubbi sulla nefasta
diagnosi, facendo notare, che l'andamento clinico che dal
18 agosto, data di dimissione dal reparto Medicina e fino al 19
settembre data arrivo in Oncologia Ematologica era sotto terapia
antibiotica e cortisonica, che aveva avuto un andamento clinico apparentemente regolare con
aumento di peso e senza stati febbrili... mentre dal 20
settembre, data in cui veniva trattata con i due farmaci fino
al 03 ottobre (data in cui chiesi la sospensione del trattamento a
causa dei troppo malesseri provocati) era stato rilevato un andamento
clinico peggiore". Intanto,
a prescindere dai miei dubbi clinici, diagnostici, risposte o dalle mie
forti e insistenti preoccupazioni, sulla base della diagnosi preesistente
e del loro rilevamento osteomidollare del 08 ottobre, definirono la loro
diagnosi "LNH a piccole e
grandi cellule IV° Stadio Fenotipo B"
Malgrado sulla base delle mie continue ricerche, vedevo discordanze da far paura, ma
giuro che non ci capivo più niente, disorientato da tutte le
discordanze e da un muro di gomma,
che non fanno altro, che far aumentare le mie preoccupazioni,
facendo ribollire il mio cervello che eruttava "se" e
"ma" uno dopo l'altro come fosse un vulcano, e così mi
chiedevo ancora "se
questa ultima diagnosi, fosse disgraziatamente esatta, significava
allo stesso tempo ch'è l'intervento chirurgico di splenectomia a
cui era stata sottoposta, sarebbe stato un vero azzardo e un
grave errore decisionale e clinico nell'averla privarla di un organo
così importante, per il proseguo e l'andamento clinico futuro in quanto nel protocollo
diagnostico da LNH non è prevista una splenectomia, anzi è da evitare" Ma
non c'è nessuno di loro che si soffermi un solo istante a
riflettere e a pensare,
l'impressione e dico solo l'impressione
è quella di essere capitati in una struttura colma di
orgoglio professionale e personale, sicura di se, incapace di
dialogare con colleghi di altre strutture... vedevamo il tutto come
fosse una catena di montaggio,
dove il
prodotto finale sarebbe stato un bel ciclo chemioterapico del costo di
centinaia di milioni di vecchie lire, per chiunque vi fosse capitato
magari con
qualche piccola o grande alterazione linfocitaria... ma
non voglio assolutamente pensare che sia così o che vi girino
attorno interessi diversi, sono certo della loro bontà,
altrimenti a prescindere dagli appuntamenti saremo andati
altrove... Intanto significo ulteriormente che dal 03 al 07 ottobre risultava senza
trattamento farmacologico specifico e aveva assunto solo antipiretici, mentre dal 08 fino al 13 avevamo provato a eliminare gli antipiretici per verificare
eventuali variazioni dei cicli
febbrili, che risultano identici a prima, mentre gli intervalli
degli stati febbrili andavano da un minimo di ore 6.50 a ore 10.30
con una media di ore 8.55... Ma vediamo intanto gli accertamenti
da laboratorio eseguiti in data 09/10/97, per compararli a quelli
eseguiti tra aprile e maggio 97:
| + VES 1K: 41
(< 15) |
+ GOT: 39 (<
35) |
AST: 55
(< 35) |
+ GAMMA GT: 191
(7/32) |
ALP: 468 (98/279) |
| SIDEREMIA:
22 (37/145) |
WBC: 15.31
(4/10) |
NEUTROFOLI: 62
(40/75) |
LINFOCITI:
34 (20/45) |
MONOCITI: 1
(2/10) |
| EOSOFILI: 3
(1/6) |
BASOFILI: 0
(0/1) |
RBC: 4.52
(4/6) |
HGB: 12.1
(12.5/17) |
HCT: 39.1
(37/52) |
| MCV: 86.5
(78/96) |
MCH:26.8
(26/35) |
MCHC: 30.9
(31/37) |
RDW-SD:
51.6 (37/46) |
RDW-CV:
17.1 (11/16) |
| PLT PIASTRINE:
493 (150/450) |
PDW: 12.6
(9/17) |
MPV: 11.6
(9/13) |
P-LCR: 37.5
(16/44) |
BILIRUBINA:
03 - 03 - 06 |
A
parte alcuni valori che tendono a rimarcare una più acuta
alterazione epatica, come Gamma GT - ALP - GOT e VES vi è
un notevole aumento dei globuli bianchi che passano da 9.1 a
15.31, segno di una discreta attività delle difese immunitarie
contro agenti infiammatori, non tale da non essere risolto e
comunque non indicativo per un LNH Ritorniamo al giorno 23 ottobre, data
d'inizio del primo
dei 12 trattamenti del ciclo chemioterapico dello schema VACOB - B
in Day Hospital, ci dichiarano verbalmente e dopo alcuni mesi per
iscritto che la decisione terapeutica è
"giustificata non tanto dal quadro istologico quanto
dall'andamento aggressivo della neoplasia" Non
è possibile!!! e che cavolo! forse scordano che stava bene col
trattamento antibiotico o meglio che non presentava segni di particolare malessere e
che non hanno mai trovato in qualsiasi parte del corpo un solo linfonodo
alterato...
Continua...
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