LA FEBBRE Q

Parte sesta

A cura di  Marco Spyry

LA LEGGENDA DELLA TRASFORMISTA COXIELLA BURNETII

Da li a qualche settimana comincia a fare i conti con lo stato psicologico a causa degli effetti chemioterapici. Comincia  a ritrovarsi  ciocche di capelli nel guanciale, e sempre più spesso a guardarsi allo specchio come non aveva mai fatto. Non mi resta che cominciare a preparare la famiglia, affinché nel vederla perdere i capelli ci fosse un'azione di incoraggiamento nel sostenerla, che stava meglio senza, che era ormai di moda, che tante dive dello spettacolo erano senza, per loro volontà e così via...  Un dopo pranzo si alzò, e non vedendola tornare... ci alzammo a cercarla e la trovammo che piangeva davanti allo specchio, si guardava e non riusciva a darsi pace... non fu facile neppure con il nostro sostegno, ma poi pian piano col passare dei giorni si rassegnò anche se a malincuore alla nuova situazione... Nei mesi successivi manifestò e subì tutte le sintomatologie e danni conseguenti agli effetti collaterali dell'assunzione chemioterapica, tra le altre manifestazioni, di notevole importanza vi fu una decalcificazione ossea generalizzata, rilevata attraverso gli accertamenti specifici, che con il benestare e il fattivo contributo del medico di base, trattammo, somministrando importanti dosaggi di calcio, che  limitò i danni motori, al solo supporto delle stampelle e non all'utilizzo della carrozzina come per altri/e pazienti. Non mi davo pace, tutto sembrava un maledetto incubo, e aspettando le risposte ai quesiti postomi, controllavo, verificavo e confrontavo ogni minimo particolare sintomatologico, clinico e diagnostico passato e presente... leggevo e rileggevo all'infinito, mentre lei continuava i cicli chemioterapici, continuavo i miei approfondimenti sull'unica possibile responsabile del caso clinico, volevo sapere di più, volevo sapere ad esempio se a qualcuno fosse stata diagnosticata la Febbre Q, così in attesa delle richieste fatte a livello Nazionale, vado in un Ospedale specialistico, dove vi era il reparto di malattie infettive, per una verifica, ponendo le seguenti domande "Vi risulta qualche paziente ricoverato per Febbre Q?" No - "Vi risulta nel recente passato qualche caso di Febbre Q?" No - "Vi risulta almeno un caso che ricordiate, riconosciuto come da Febbre Q?" No - "Secondo Lei perchè non vi sono casi segnalati da Febbre Q? la risposta fu che tutta la Regione è una zona non endemica... Se fosse vero cadrebbero tutti i miei dubbi, le mie ricerche, le mie considerazioni e naturalmente le mie affermazioni... ma non è così!, non esistono zone non endemiche e l'unica risposta che ho alle affermazioni ascoltate nel reparto infettivi. Temo che non sia stata mai riscontrata, per il semplice motivo che non è stata mai stata presa in considerazione... ed è questa l'unica e grave plausibile considerazione. Intanto si susseguono le somministrazioni chemioterapiche con tutte le conseguenze collaterali e cliniche che riscontriamo successivamente ad ogni somministrazione, che seppur con l'augurio che tutto si risolva per il meglio... nutrendo continuamente il dubbio che a livello diagnostico vi sia qualche errore di sottovalutazione. tant'è che non manca occasione di ribadire di volta in volta a chi di dovere di spiegarci quando una febbre è da linfoma e quando da agenti patogeni... Voglio capire tante incognite cliniche e diagnostiche mai risolte. Intanto, in data 04/02/98 effettuava le analisi cliniche che risultano negative e una TAC addominale che mostra una riduzione dell'epatomegalia sempre senza linfonodi ed inoltre è apiretica. A marzo 98, prima che termini il secondo ciclo chemioterapico, il quadro clinico si capovolge, aumenta marcatamente l'epatomegalia, alto stato febbrile che torna ai livelli precedenti. Il 04 aprile 98 iniziava il primo trattamento del terzo ciclo chemioterapico, ma prima della scadenza del secondo ciclo riprendeva un forte stato febbrile... Il 24 aprile 98 viene somministrato un trattamento chemioterapico che fino al 22 maggio riesce rapidamente a renderla apiretica... Ma dal 22 maggio 98 si presenta nuovamente un grave stato di iperpiressia, che tampona con antipiretici fino al 25 maggio 98, ma la situazione clinica generale è drammatica. 

22 H 23 H 24 H 25 H  LEGGENDA
39.7 7.30 38.7 9 39.5 0.30 37.7 7 Giallo: antipiretico
36.7 9 39.2 10 39.5 2 39 8.30 Celeste: brividi
37.5 12 37.7 11 39.7 7.30 Ricoverata Verde: nausea
39.8 14.30 36.6 13 37.3 9 - - -
38.6 15.30 37.9 15 36.7 10 - - -
36.5 17 38.3 17 39.8 14.45 - - -
37 20.30 39.5 18 38.6 16 - - -
38 22 39.5 19 36.5 17 - - -
40 23 38.5 20 37 20.30 - - -
39.2 24 38.8 21.30 38 22 - - -
- - 39.2 22.30 40 23 - - -
- - 39.8 23.30 39.2 24 - - -

Lo stesso giorno viene ricoverata, eseguono un Gallio mai praticato prima, che evidenzia una polmonite interstiziale,  Mi parlano della gravità dello stato di salute e che non potranno garantire per la sua incolumità, Parlo con un Medico dell'equipe gli dico che ero quasi certo che potesse trattarsi della Coxiella Burnetii o di un batterio intracellulare, gli chiedo di non provare a somministragli il ciclo chemioterapico e di somministrargli degli antibiotici, non so quali, ma lo supplico di procedere con gli antibiotici... mi ascolta, ora so di poter contare su questo Medico, s'instaura un rapporto di fiducia, mentre continuano grazie al suo intervento, a trattarla con degli antibiotici a largo spettro, intanto continuano insistentemente a praticare delle emocolture, che continuano ad essere negative. In data 26 giugno viene dimessa senza segni della malattia di base... Io non so cosa sarebbe successo se le avessero praticato la chemioterapia, perchè non sono indovino, posso solo ipotizzare che una persona in quello stato clinico non l'avrebbe sopportata e non so allo stesso tempo, fino a che punto avrebbe avuto dei benefici... All'atto delle dimissioni, vi fu l'incontro con il Medico che ebbe il coraggio di ascoltarmi, un'incontro che tutt'oggi mi resta impresso, due sorrisi, il mio e il suo, che nel batti 5 che seguì e nel successivo abbraccio, seguito dal mio più sincero grazie Dottore, per quello che ha fatto anche forzatamente contro la volontà dell'equipe, gesti dove vi erano racchiusi la nostra più grande soddisfazione, per aver scongiurato quanto di peggio aveva prospettato il Primario dello stesso reparto... 

     

Continua...

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