LA FEBBRE Q

Parte terza

A cura di  Marco Spyry

LA LEGGENDA DELLA TRASFORMISTA COXIELLA BURNETII

E allora nella mia follia momentanea mi viene voglia di urlare significando a tutti... "se la diagnosi da LNH ch'è stata riconosciuta dopo otto mesi, è esatta, qualcuno dovrà pur prendersi la responsabilità di cambiare i quadri sintomatologici e reattivi finora riscontrati e riconosciuti a livello internazionale sia per la Febbre Q che per il LNH, rivoltarli, invertirli o assimilarli e rinnegare in questo modo la stessa scienza". No! niente paura!!! la scienza non può tornare indietro, può solo andare avanti per lasciarsi alle spalle chi non la rispetta e l'ama, perciò non succederà non lo farà nessuno, perchè nessuno è in grado di smentire la stessa scienza, un quadro sintomatologico specifico può essere aggiornato, migliorato e affinato ma non stravolto o capovolto...

Ci presentammo in Ematologia Oncologica, lei era ancora sotto terapia antibiotica, le fanno interrompere il ciclo, manifestando la volontà di cominciare subito un ciclo chemioterapico, mi oppongo, significando loro che c'era qualcosa che non quadrava, come ad esempio mancanza di alterazioni linfonodali, oltre al fatto che l'antibiotico non poteva avere effetti su una patologia linfocitaria... ma loro davano per scontato il referto istopatologico che anche io ero riuscito ad avere, mentre a loro dava certezza a me dava ulteriori dubbi... lo leggevo e rileggevo e più lo leggevo, più mi dava la sensazione che qualcosa non quadrava... mi sembra quasi un proseguo delle altalenanti diagnosi già vissute lungo questi lunghi mesi, sia per i motivi già sopra descritti ma anche perchè il referto universitario termina testualmente "Il quadro nel complesso è compatibile con interessamento da Linfoma Non Hodgkin, per quanto non sia possibile esprimersi con certezza sul materiale inviato" dunque pone quantomeno un dubbio... e di fronte a un dubbio, preceduto da una miriade di dubbi e conferme smentite, "un equipe di fronte a dei dubbi diagnostici così importanti o così gravi, non può azzardare una terapia così tossica, sopratutto quando in questo azzardo c'è in gioco la vita di una persona, che inconsapevolmente dovrà porre in gioco la sua vita alla chemioroulette, consapevoli delle scarse probabilità di uscirne senza aver subito seri danni clinici e psicologici... Penso che in caso di dubbio un equipe, ippocraticamente, accantona le sue certezze e fa ripetere le analisi ad altro Istituto".

Siamo arrivati al 19 settembre e come scrivevo sopra, la loro decisione è presa, interruzione del ciclo farmacologico ancora in atto e inizio della terapia di due farmaci in preparazione al ciclo chemioterapico - Dal 20 fino al 26 settembre si nota una leggera  inappetenza mentre dal 27 settembre e fino al 03 ottobre si nota un notevole aumento dei picchi febbrili fino a 39,4, sete, bocca amara, forti brividi e tremori, tant'è che lo stesso giorno del 03 ottobre chiedo l'assoluta sospensione dei due farmaci a causa dell'importante peggioramento clinico in atto, ricorrendo, per gli stati febbrili esclusivamente ai soli antipiretici. In data 08 ottobre viene sottoposta ad analisi da laboratorio e a una biopsia osteomidollare. Gli alti picchi febbrili continuano anche nei giorni successivi fino a rilevare in data 14 ottobre una temperatura di 40.4 gradi alle 13.45; lo stesso giorno arrivano anche gli esiti degli accertamenti del 08, che evidenziano infiltrazione cellulare ed alterazioni ematologiche. Dico loro "ripetete le analisi e vi accorgerete che dopo il trattamento antibiotico le alterazioni riscontrate scompariranno"  Così il giorno dopo in data 15 ottobre, comincia un ciclo antibiotico da sei, che si protrae fino al 22 ottobre, data in cui viene sottoposta anche ad ulteriori analisi cliniche e biopsia osteomidollare.  Gli accertamenti e le analisi eseguite al temine del ciclo antibiotico, dimostrano una sostanziale riduzione delle alterazioni riscontrate precedentemente al trattamento... ma senza recuperare del tutto l'andamento clinico. Convinti dell'assoluta necessità decidono che il giorno dopo, il 23 ottobre, cominci un ciclo di 12 trattamenti chemioterapici secondo lo schema VACOP-B. Il mio stato d'animo è crollato, dovevo tenermi dentro il sapere che in casi del genere, la causa di morte non è tanto la malattia in se, ma la tossicità delle soluzioni chemioterapiche capaci di trasformazioni cellulari, perciò mi sentivo in dovere quasi maniacale di trovare una soluzione non solo al dramma dal punto di vista affettivo, ma anche diagnostico, terapeutico, clinico, morale e psicologico che ci avvolgeva. Decido di andare trovare il Primario dell'Anatomia Patologica dell'Ospedale, dove era stata precedentemente ricoverata, per chiedergli di prepararmi dei tasselli istologici da inviare ad un Istituto per un consulto e riscontro diagnostico. Invio i tasselli a questo Istituto Nazionale, inoltre contatto l'Istituto Superiore della Sanità per dei quesiti comparativi e altri Istituti Nazionali che mi informano sulle biblioteche in possesso delle ricerche bibliografiche sulla Coxiella Burnetii, contatto le svariate biblioteche presso gli Istituti... intanto contatto anche un Primario dell'Università di zona, lo informo dei contatti in essere e della situazione, gli porto tutti i riscontri rilevati e tutte le documentazioni mediche che erano in mio possesso, faccio il punto sulle mie ricerche, gli pongo i miei dubbi sull'andamento diagnostico progressivo finora accertato e che ero propenso a ipotizzare che potesse essere tutto opera della Coxiella Burnetii. Il mondo della microbiologia è il suo campo, si vede lontano un miglio ch'è uno che ama la scienza e la cura con passione e  rispetto, inoltre ha fame, quella fame insaziabile di scienza che tutti gli studiosi hanno e che altri dovrebbero avere... si appassiona a tal punto che qualche giorno dopo mi confida di non riuscire più a dormire tutta la notte, che sente la necessità di alzarsi anzitempo per fare delle ricerche bibliografiche attraverso internet,  (che io non ho) e così in uno dei molteplici incontri... 

Continua...

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