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Sua maestà il pane fatto con la farina o la semola di grano, in Sardegna come ovunque nel mondo è stato il principe dell'esistenza. Saper fare il pane, cioè panificare, ebbe nel passato la validità di un vero test femminile di grande rilevanza sociale e familiare, infatti prima del matrimonio la donna, doveva mettere in atto la capacità a panificare, nel caso contrario poteva significare di restare nubili. Infatti se andiamo a vedere nel contesto delle famiglie sarde non c'è donna anziana che non sappia fare il pane e i dolci sardi di base, quali gallettinas, pistoccus, pan'e saba, amarettus e pistoccheddus de bentu. La Sardegna fin dal 235 a.C. fu presa di mira dalle logiche espansionistiche romane, che viste anche le caratteristiche climatiche, pensarono di farne un grande granaio che con grande vanto imperiale tenne per oltre sette secoli. A qualcuno potrebbe venire in mente di chiedersi: "come si faceva il pane senza il grano?" La risposta è presto data, tanto ma tanto tempo fa il pane si faceva con le ghiande, che venivano messe a bollire a lungo, fino a formare una polpa densa che veniva impastata con acqua e un tipo di argilla oleosa... si facevano delle piccole focaccine sottili che venivano spalmate con dello strutto e messe a cuocere nel forno. PAGINE IN FASE DI REALIZZAZIONE
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