Pardulas, non è una località segreta inventata da Omero, dove Enea e Didone consumarono il loro amore, ma semplicemente una dolcezza Sarda, una ricetta dalle mille capacità da far invidia a tutti i filtri d'amore, tant'è che Omero, omettendo la sua storia si è scordato di narrare che Enea, spinto dai venti di Maestrale, naufragò nelle spiagge del Poetto... Un antico e nobile giornalaio cagliaritano dell'epoca, di nome Fill'e preri, che passava col suo pacco di "odissee della sera" sotto braccio, diretto al porto... vide Enea in uno stagno di lacrime che implorava gli Dei... fill'e preri, tontu tontu, per paura che gli bagnasse le odissee della sera, gli diede una Pardula borbottando "ma custu maccu fill'e bag... m' insciundi tottu su campidanu" Enea sollevò il capo e riconoscendolo esclamò <ohh fill'e preri!!! tu qui!!!> la risposta fu immediata <su c..n'e mamma rua!!!> Enea capì che era meglio starsi zitti e mangiò "sa Pardula", fu così che smise di piangere, scordandosi di Didone, di Omero, dell'Iliade e dell'Odissea... abbracciò fill'e preri e vissero felici e contenti in su pont'e sa scaffa... Questo sconosciuto particolare storico, è solo per significarvi quanto sono buone "is pardulas" e non per intaccare la fantasia di Omero o accusarlo di omissione storica...
(Ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone è puramente casuale)
INGREDIENTI
1) Ricotta o formaggio fresco... 500 gr.
2) Scorza di limone... 1 limone
3) Scorza d'arancia... 1 arancia
4) Uova... 2
5) Zucchero... 2 cucchiai colmi
6) Semola fine... 2 cucchiai rasi
7) Zafferano... tanto da insaporire l'impasto
8) Semola fine... 200 gr.
9) Strutto... 30 gr.
PREPARAZIONE
Se decidete di farle con formaggio fresco, dovete grattugiarlo... ma procediamo con la preparazione con la ricotta... Schiacciare ben bene la ricotta... aggiungete le scorze di limone e dell'arancia, le uova, lo zafferano, lo zucchero e i due cucchiai di semola... ora che abbiate voglia o no, mescolate bene il tutto, fino a che non vi sembra un bell'impasto uniforme nel colore... Ora preparate la pasta per farne delle sfoglie fini, vi ricordate come si fa?... no?... uff ok lo riscrivo... prendete la semola, quei famosi 200 grammi e vi aggiungete lo strutto e un po di acqua salata tiepida e impastate... dopo che l'avete ben lavorata e vi sembra pronta per fare le sfoglie... si fanno le sfoglie sottili!!! come per i seadas, con una forma tonda fare dischetti da circa 10 centimetri... fatti i dischetti? ok! ora con un cucchiaio da cucina e non da caserma militare... prendete un cucchiaio di impasto e lo mettete al centro di ciascun dischetto.. quando avete terminato... prendete i bordi del dischetto e con due dita di ciascuna mano create dei piccoli spigoli unendo angoli di pasta... come per creare una stella con al centro l'impasto e come contenitore la pasta contratta a stella... ora prendete una teglia... spolverate sul fondo della farina... mettere is pardulas nella teglia... mettere al forno con fuoco moderato... lasciare cuocere fino a quando sono abbondantemente dorate... ora se non volete che si brucino levatele dal forno!!! e cospargete la parte superiore di zucchero semolato... oppure di zucchero a velo.
M'in ci scappa s'arriusu a pensai cument'eis a fai... arrazz'e macchimini su miu a si o'nai sa rizetta... ma compraiddas a che zia mia giai cottas!!!
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