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CIVILTA' PUNICA

Nella seconda metà del VI sec.a.C., la minaccia del commercio greco-ionico, divenuto altamente competitivo, e la conflittualità delle città fenicie isolane, indussero Cartagine a conquistare la Sardegna.
Questa, anche grazie all’immissione di massicci nuclei di genti nord-africane, divenne un’autentica appendice transmarina del potente stato metropolitano cartaginese, rivelando una realtà già completamente consolidata ed eccezionalmente vitale intorno al 350 a.C., per proseguire nella sua grande fioritura fino alla conquista romana (238 a.C.).
Riserva di uomini per le forze mercenarie, fonte di approvvigionamento di metalli e di prodotti della pastorizia (carne, formaggi, lana), l’isola fu però dai Cartaginesi soprattutto sfruttata ai fini della produzione cerealicola. Una significativa svolta economica fu determinata dall’introduzione della circolazione monetaria che rese più intense le attività commerciali.
 Coste e pianure videro il progressivo espandersi della cultura urbana cartaginese. Il modello insediativo, tipicamente nordafricano e incentrato sui due perni del porto e della piazza, interessò i centri di fondazione fenicia e le nuove colonie, alcune di queste fondate nell’area settentrionale dell’isola :Olbia, Monteleone Roccadoria, Padria, Corpus (Cuglieri), Neapolis (Guspini). Ebbero particolare sviluppo Tharros e Karalis, naturali collettori di risorse provenienti da fertili retroterra: la prima fu centro significativo dell’amministrazione cartaginese e forse il maggiore scalo commerciale del tempo sulla rotta spagnola-africana; la seconda fu probabilmente il capoluogo dell’aristocrazia punica nell’isola.
Gli istituti giuridico-politici, la religione e la cultura cartaginese permearono profondamente l’isola. 

La Sardegna è un Paradiso Naturale e di Storia, rispettalo per lasciarlo invariato nel tempo.

Pagina realizzata per la diffusione della Storia e della cultura del Popolo Sardo.