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SANT'EFISIO -
CAGLIARI
Efisio nacque ad Èlia Capitolina (Gerusalemme), attorno al 250 d. C., da padre Cristiano e madre pagana: educato al culto degli dei falsi e bugiardi, fu nominato ufficiale dall'imperatore Diocleziano con l'incarico di combattere il Cristianesimo. Ma un giorno Dio gli apparve e gli rivelò la vera fede, lasciandogli impresso sul palmo della mano destra il segno inconfondibile della croce. Efisio non esitò e seguì la giusta strada indicata; si convertì... e dire che sarebbe dovuto essere un feroce persecutore dei Cristiani, mentre invece divenne il difensore dei Cristiani. Altre fonti sulle sue origini, narrano che sia nato a Antiochia in Turchia alla frontiera con la Siria.
Giunto in Sardegna combatté e sconfisse la barbarica Quaedam Gens. Da Cagliari informò Diocleziano della sua conversione: l'imperatore inviò quindi contro di lui un suo ufficiale, Iulio (sostituito poi da Flaviano), per ricondurlo al paganesimo. Tuttavia Efisio non cedette: a causa della sua fede venne imprigionato e torturato, ma uscì indenne da tutti i supplizi. Fu pertanto condannato alla decapitazione in eum locum qui dicitur Nura (in un posto chiamato Nora); ed è infatti a Nora che morì da Martire il 15 gennaio 303 d.C. S.Efisio era già venerato in forma minore, ma... Nel 1656 a Cagliari scoppiò una terribile epidemia di peste; morirono oltre diecimila persone. La Città invocò Sant'Efisio: promettendo di dedicargli un rito solenne se la peste fosse cessata. Sant'Efisio esaudì la preghiera e la Città di Cagliari mantenne il voto... che si allargò a tutta la Sardegna dopo la vittoria sui Francesi.
La Festa si celebra ogni 1° maggio, in segno di gratitudine, per aver salvato la città da una terribile epidemia di peste. Il complesso cerimoniale inizia con la vestizione della statua del Santo, nella sua Chiesa di Stampace. Da questa sede parte quindi la processione che raggiunge il culmine nella Via Roma: convenuti da tutta la Sardegna, sfilano centinaia di partecipanti con i costumi tradizionali. I gruppi si muovono a piedi oppure su i carri a buoi bardati a festa (le traccas). Con loro sono anche i miliziani a cavallo, suonatori di launeddas, membri della confraternita che ha provveduto alla vestizione. Chiude la sfilata il cocchio dorato, con giogo di buoi, su cui ha preso posto il simulacro del Martire. Lo precede l’Alternos, rappresentante della municipalità, pure lui a cavallo scortato dai mazzieri in alta uniforme. Il dignitario porta il <TOSON d’oro>, grosso medaglione di cui il re di Spagna insignì la città nel 1679. In onore del Santo si svolge una processione votiva anche il lunedì di Pasqua. Anche in questo caso, c’è da celebrare una particolare grazia concessa alla città. Ai cannoneggiamenti delle navi Francesi che nel 1793 assediavano Cagliari dal golfo; il Santo invocato dai Cagliaritani a protezione della Città, avrebbe infatti risposto fermando e/o deviando miracolosamente i proiettili più pericolosi sparati dai cannoni della flotta francese e contro gli aggressori si sarebbe poi alzato un forte vento che spinse la flotta navale a sfracellarsi sugli scogli, ponendo fine all'assedio. Curiosità Nella Chiesa di Stampace sono conservate ben tre statue che raffigurano Sant'Efisio... la prima risale al 1500 ed è detta "Sant'Efis sballiàu"(Sant'Efisio sbagliato), perché presenta la croce impressa nella mano sinistra anziché nella destra. La seconda, del 1657, è quella trasportata nella sfilata del 1° maggio: rappresenta il Santo vestito da soldato romano ma con barba e baffi, secondo la moda spagnola del periodo. La terza, realizzata dal Lonis nel 1800, è usata per le altre processioni. La devozione dei cagliaritani per Sant'Efisio è talmente profonda che la processione non fu interrotta neppure in tempo di guerra. Il 1° maggio 1943, dopo che Cagliari era stata bombardata a più riprese, la statua del Santo uscì lo stesso: fu portata su una camionetta militare, seguita da pochi ma ferventi fedeli.
Il 1° maggio si celebra la grande festa dei cagliaritani, dedicata a S. Efisio, la cui spettacolare processione ha un forte richiamo turistico. Secondo la tradizione, Efisio fu martire romano sotto Diocleziano e morente pregò Dio di proteggere Cagliari dalla carestia, dalla peste e dai barbari. La città, colpita nel 1652 da una violenta epidemia di peste, invocò il santo, facendo
voto in cambio di un suo intervento miracoloso e dedicargli un rito solenne.
La peste fu sconfitta (1656) e da allora ogni 1° maggio il voto si rinnova e la statua del Santo, da Cagliari
(chiesa di S.Efisio di Stampace, luogo della prigionia) viene portata in processione a Nora
(chiesetta di S. Efisio, luogo del
martirio). La processione ha delle tappe fisse con pernottamento del Santo a Sarroch, arrivo a Nora il 2 Maggio e rientro solenne a Cagliari il 4 dello stesso mese di maggio.
Filmati: Produzione Videomemory (Nuoro)
Sant'Efisio (filmato AQ 2,6 Mb) - Sant'Efisio (filmato BQ 876
Kb)
PROCESSIONE
I
Carabinieri a cavallo in alta uniforme aprono l’imponente parata, seguiti dalle traccas riccamente adornate (carri a buoi addobbati a festa) e a passo lento, seguono una moltitudine di uomini e donne, vestiti con i tradizionali costumi dell’isola, portando con sé cesti contenenti cibi dei propri paesi d’origine.
Poi fanno seguito i cavalieri del Campidano e le Milizie
sarde armate a cavallo che rappresentano i quartieri storici della città e che un tempo avevano il compito di difendere lungo il tragitto verso Nora, il cocchio del santo dall’assalto dei briganti.
Seguono Is Dottoris, i membri della
Guardianìa e il terzo Guardiano con lo stendardo. Fa seguito l’Alter Nos che indossa il frac e il cappello a cilindro, che un tempo rappresentava il vicerè, e oggi, invece, il sindaco di Cagliari. Chiudono il corteo il cappellano, i membri dell’Arciconfraternita, i suonatori di launeddas (antichi strumenti musicali a canne tipici dell'isola) e lo splendido cocchio del Santo seguito dalla folla dei fedeli che devono sciogliere voti, e che proseguiranno a piedi e in modo più sobrio verso Nora. Il percorso verso Nora, ormai fisso da secoli, prevede varie tappe lungo la statale 130 che da Cagliari porta a Nora (località romana e marina di Pula),
Sant'Efis viene accompagnato lungo il tragitto da canti e festeggiamenti vari fino all'arrivo a Nora, il 2 di Maggio. Giunto a Nora il Santo è portato in processione lungo la spiaggia, viene accompagnato dal suono delle launeddas fino alla chiesetta dove viene celebrata una Santa Messa, mentre la Città e le strade di Pula si vestono a festa in onore del Santo. Il 4 maggio Sant’Efisio
(Sant'Efis) fa ritorno a Cagliari nella sua Chiesa di Stampace dove i cagliaritani e i fedeli tutti gli rendono omaggio con una Santa Messa solenne.
GUARDIANIA:
è una componente dell’Arciconfraternita di Sant’Efisio e ne rappresenta il
"corpo scelto" Fu istituita ufficialmente nel 1538. Verosimilmente la Guardianìa rappresentava la municipalità, la nobiltà cagliaritana. Ne fanno parte ventitré persone, elegantemente vestite, e vi si accede per
"cooptazione". La Guardianìa partecipa ai momenti più suggestivi ed importanti della sagra.
Chiesa di Sant'Efisio di
Stampace
La Chiesa attuale risale al 1780 e si ricorda soprattutto come punto di partenza della processione di S. Efisio e luogo di preparazione del Santo.
I preparativi della festa hanno inizio alla fine di aprile, quando gli uomini dell’Arciconfraternita di Sant’Efisio, le consorelle e l’antico quartiere di Stampace, provvedono a ripulire la piazzetta, le strade, ad abbellire i balconi e a vestire con gli abiti della festa il simulacro del Santo.
La mattina del primo maggio viene celebrata una messa solenne, mentre dalla Chiesa prende avvio verso mezzogiorno, la processione, che attraverso le vie di Stampace, Via Roma e Viale La Plaja lascerà la Città per raggiunge Nora (Pula) lungo la statale 130.
Chiesetta di Sant Efisio di Nora
Edificata lungo la spiaggia
di Nora, nel luogo dove sorgeva un oratorio paleocristiano, la Chiesa fu consacrata nel 1102. E’ caratterizzata da possenti forme romaniche primitive di derivazione franco-catalana.
Come si potrà notare nell'immagine mix a sinistra che riprende il retro
e il fronte della Chiesa. La parte anteriore è interessata da rifacimenti
sette-ottocenteschi; si presenta con un loggiato spiovente, avente delle
sedute ai due lati dell'ingresso, mentre nella parte superiore spiccano
tre finestre centrali; sulla parte posteriore centrale la chiesa
presenta una costruzione a semicerchio del retro altare. L’interno è a tre navate. Dalla navatella destra si accede alla cripta, dove è sistemato il loculo che contenne, secondo la tradizione, i corpi dei Santi Efisio e Polito.
In
sottofondo musica sarda "Passo Processionale" concessa e suonata
da Ireneo Massidda
Pagina realizzata per la diffusione della storia e della cultura del Popolo Sardo
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