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SANTUARI E FESTE
CAMPESTRI
Le
sagre campestri, legate al calendario religioso delle feste dei santi e
al ciclo estivo dell’annata agricola,
conservano in Sardegna una grande vitalità. Solitamente gli
organizzatori che di anno in anno si
passano il testimone di responsabilità, provvedono con l'aiuto degli
stessi paesani da lui prescelti, a organizzare al meglio la festa,
perciò non mancheranno i dolci sardi tradizionali sempre accompagnati
da moscato e malvasia e certamente da mangiare e da bere per tutti. Partecipare
alla festa è quasi d'obbligo e il più delle volte per far festa si lascia il
paese e si raggiungono gli antichi agglomerati dove vi sorgono
sicuramente antiche chiesette di campagna, sempre situate in
paesaggi ameni, nei pressi di zone alberate e di fonti d'acqua fresca...anche
se durante i giorni di festeggiamento l'acqua che si beve è "abba
ardente" è non sicuramente non ha la stessa gradazione dell'acqua
della fonte, fatta tradizionalmente è fonte di vanto e offerta
indistintamente a tutti...diventando così elemento di cordialità e di
socialità.
La tradizione sarda dei culti campestri ha dato origine, specie nelle
zone interne e spesso in località impervie e solitarie, ad una tipica
espressione architettonica. Intorno alla chiesa si è sviluppato un
complesso di porticati e casette (lollas
e cumbessias o muristenes)
che servono da soggiorno ai pellegrini.
Interi nuclei familiari, con relative masserizie, si trasferiscono nei
villaggi-santuario per trascorrervi il periodo della novena e godere di
momenti d’intensa socializzazione.
Sapienti organizzatori sono i tutori delle norme della festa, dove (*l’ordine
quotidiano)
è soppresso, dove i riti della convivialità e dello scambio si
uniscono alla devozione per il santo invocato, e dove il peso della
tradizione (cibi, giochi, canti, balli) contrasta l’avanzare della
cultura di massa.
Pagine
da completare prossimamente:
Santuari
di: Alghero,
Lula, Sorgono, Fonni, Macomer, Sedilo, Cabras, Orosei, Gonare, Oristano,
Bonarcado, Luogosanto, Mamoiada, Bitti.

Le
lollas e cumbessias sono
dei loggiati che fungono da riparo e da luogo di esposizione. Le
cumbessias (o muristenes) sono vani
chiusi per i pellegrini, che vi dimorano. Queste strutture sono
caratteristiche dei santuari campestri sardi. Sono legate alla
tradizione delle “feste lunghe”, come i “novenari”, che
interessano soprattutto l’area centrale dell’isola. La disposizione
planimetrica delle " cumbessias" richiama sorprendentemente i recinti sacri
della cultura nuragica dell’età del ferro.
*L'ordine Quotidiano Il santuario godeva di una sorta di regime di “extraterritorialità”,
ciò significa che tradizionalmente all'interno un ricercato godeva dei
diritti d'asilo e dunque vi poteva soggiornare impunemente per tutto il
periodo della festa.
Ingresso del Santuario di San Francesco di Lula
Pagina
realizzata per la diffusione
della storia e della cultura del Popolo Sardo
In
sottofondo la musica sarda "Passu a Tresi" concessa e suonata da Ireneo Massidda
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