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LA SARTIGLIA DI
ORISTANO
L’ultima domenica e il martedì di Carnevale i gremi dei contadini e dei falegnami organizzano ad Oristano la Sartiglia, celebre torneo equestre che si ripete immutato da secoli. Ritenuta da alcuni di origine medievale, la Sartiglia conserva numerosi elementi iberici. L’esibizione è espressione di una società contadina ed ha carattere magico-propiziatorio, come dimostra il momento culminante della festa, l’infilzamento della stella, i cui esiti simboleggiano la buona o la cattiva sorte.

Il 2 febbraio, giorno della Candelora, i gremi scelgono il proprio campione per il torneo, detto “Componidori”, il capocorsa che diverrà l’emblematico protagonista della Sartiglia. Questa ha inizio al mattino col bando dell’Araldo e con il misterioso rituale della vestizione del componidori da parte delle messaieddas coordinate dalla messaia manna. Segue la sfilata dei cavalieri, che viene aperta dal componidori con su secundu e su terzu cumpoi (il secondo e il terzo compagno), questi ultimi scelti tra i più abili cavallerizzi.
Il momento più entusiasmante della manifestazione è costituito dalla corsa alla stella, che su
componidori tenterà di infilzare con lo stocco, dopo aver lanciato il cavallo a tutta velocità lungo il percorso tracciato. Grida di giubilo o di delusione si leveranno dalla folla a seconda dell’esito dell’impresa. Al torneo partecipano numerosi altri abilissimi cavalieri vestiti con costumi sgargianti su destrieri splendidamente bardati. Il raccolto sarà tanto più prospero quanto maggiore sarà il numero delle stelle infilzate. La manifestazione ha termine con la spettacolare corsa al galoppo del componidori in posizione distesa, che benedice il pubblico con sa pippia ‘e maju.
Filmati: Produzione Regione Autonoma della Sardegna -
Presidenza
Servizio della Comunicazione Istituzionale.
La
Sartiglia (film alta qualità 3,1 Mb) La
Sartiglia (film bassa qualità 2,0 Mb)
Esibizione delle pariglie:
conclusa la corsa alla stella, hanno luogo le parillias (pariglie), ulteriori momenti di esibizione di abilità equestre. I cavalieri, stando in piedi sulle groppe dei cavalli
addobbati a festa, si lanciano a passo di carica, eseguendo in coppia,
esercizi equestri di vario genere come le piramidi umane o le continue
sfide acrobatiche che vedono protagonisti gli audaci cavalieri.
Su componidori benedice la folla con Sa Pippia’e
Maju
Nella foto in basso a destra, su componidori benedice la folla con la cosiddetta "sa pippia'e
maju" che vuol dire "La bambina di maggio", dall’origine magica e sconosciuta questa sorta di scettro sacro fatto di un fascio di pervinca stretto da una fettuccia di lino verde. Le estremità sono ornate da due grossi mazzi di viole mammole che simboleggiano, secondo alcuni, l’arrivo della primavera e la fertilità. Con sa pippia‘e maju il capocorsa benedice la folla all’inizio e alla fine della gara.
Pagina realizzata per la diffusione
della storia e della cultura del popolo sardo.
In sottofondo la musica sarda "Passu a
Tresi"
concessa e suonata da Ireneo Massidda
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