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01
Morte quando vuoi vieni e portami via
Non lasciarmi più nel mondo penare,
Non scordarti, ricordati
Non fare a meno di portarmi via,
Dal mezzo di queste pene toglimi
O guariscimi in tutto o lasciami spirare.
02
Lasciami spirare che muoio contento
Per vedermi così in questa malattia,
Morte portami via nello stesso istante
Ti stavo aspettando e tu non sei venuta;
Per la vita mia non c'è più cura,
senza alcuna paura, morte vieni domani,
che promesso mi hai, (là*) (vedi) di non mancare.
*Là = sta per una
raccomandazione accentuata.
03
*Là (vedi) di non mancare fallo per favore
In nessun posto morte non tardare,
Che saluto prima i figli e moglie
A babbo e a mamma, fratelli e parenti,
A tutti i viventi, che sono sulla terra,
Morte, vieni rinchiudimi nella sepoltura,
Per pena e tristezza, mi vuoi lasciare.
04
Mi vuoi lasciare, morte per dispetto
Come mi fa giorno ogni mattina,
Lo stesso mi fa buio prostrato nel nel letto
Ma se mi tornassi una volta sano;
Quale cristiano (uomo) desidera il morire,
Come una sorella ti chiamo che venga.
Più non trattenerti, lascia di burlare.
05
Lascia il burlare questa vita mia
Ora mi abbandoni sfortunata sorte;
Mi vorrei tornare nella persa allegria
Vai, che non ti avrei a desiderare o morte;
Il giorno con la notte passo in agonia,
con la compagnia, che Dio mi ha dato,
Cuore sfortunato, aiuta a sospirare
06
A sospirare aiuta sfortunato cuore
O affetto, partendo sto da questo mondo;
Ti saluto, addio, ciao tesoro
Fai in fretta a seguire, carezza gioconda;
Mi perdo nel fondo, di una triste tomba,
Lascio di ogni cosa, che ho visto in vita,
Morte, gira gira, te la vuoi prendere.
07
Te la vuoi prendere sempre girando
Di venire da me non ti sembra ora;
Sembra che apposta lo stia facendo
Male mi procedi, morte traditora;
Mi lasci ancora soffrendo dolori,
Dici che non puoi venire da me,
Manco cosa da credere, ciò che vuoi dire.
08
Ciò che vuoi dire è tuta falsità.
Ricorda le pene che ho passato,
Ancora mi trovo in una interezza
Già lo vedi o morte ci sono (per niente)(pò debbaras);
Più tranquillizzate, creature silenti,
A me stai lasciando, in pena, dolo e pianto,
Prego, o Cimitero di seppellirmi.
09
Di essere in sepoltura mi sono desiderato
Più di cento volte di ogni minuto,
Doloroso, triste e martirizzato
Piangendo il latte fino che ho potuto succhiare;
La vita è in lutto di una notte oscura,
Aspettando sicura l'ora di partire,
A l'altra vita, conti da dare.
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10
Conti da dare, morte lasciami
Mi sembra che io abbia abbastanza ragione,
che sono nel letto, consumandomi
Morte, cosa ne hai soddisfazione?
Sono in passione, di anni e di giorni,
Morte, te ne ridi, quando io sospiro,
Non ho memoria (*sintiru) neppure per parlare.
11
Neppure per parlare memoria (*sintiru) non ho
La notte mi passo più delirando,
e forti dolori, in vita mantengo
Tormenti e affanni sempre crescendo,
Morte, rispondendo, mi dici che sei venuta
Credi trattenuta, mi sia per niente
Creatura vivente, prego a scusarmi.
12
Prego a scusarmi se sono mancanza
Penso che da te, sia perdonata.
Ti credi che ero molto in lontananza
Non mi hai visto dietro, che ero nascosta?
Neppure trascurata, mi sono ad ogni momento,
Altra non ne hai avute, più di me costanti,
Mi avevi davanti, senza accorgertene.
13
Senza accorgertene sotto ti portavo
Gia ti sei divertita con la vita mia,
Perchè non sei venuta quando ti chiamavo?
Dal venire da me, eri proibita
Ora, è finita la vita terrena
Sento, lascio in pena, tristi figli miei,
Piangendo addolorati come faranno.
14
Come faranno, sono morto e pensando
O affetto, a te te li raccomando
Bene ascolta me, che stai in un lamento.
Che io, da questo mondo me ne vado,
Uno a Veneranda, saluto ti lascio,
Con i figli ti abbraccio, ciao moglie,
Tu non sei più padrona, di comandarmi.
15
Di comandarmi non sei padrona più
Che mi sto partendo per l'altra vita,
Invocami l'anima a Dio e Gesù
Il giorno del giudizio a tornarci a vedere;
Di seppellirmi, pensaci o colomba,
Vieni a quella tomba da me desiderata,
Piangi sconsolata, per ricordarti.
16
Per ricordarti i dolori perfidi
Da un cipresso mi trovi ombrato;
In quel giardino di tutti i sospiri
Dove a me hanno sepolto;
Dio mi ha creato, in terra per visita,
Lasciandomi scritta una emme in ogni mano,
Se pensi cristiano, lasci di peccare.
17 Ultima strofa
Lasci di peccare dimmi o peccatore
Se a Dio sei prossimo, hai proceduto male,
Il giorno ti vedrai faccia al Creatore
leggendoti di ogni peccato mortale,
Guarda il finale, di ogni mancanza,
Michele, a bilancia per pesare è pronto,
Per donare il conto, che ha dovuto pesare.
= = =
Autore: GIUSEPPE PORCU
CAGLIARI - GENNAIO 1903
Traduzione
a cura di:
Marco Spyry
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